“La legalità non si insegna, ma si testimonia” è il forte richiamo che i familiari delle vittime di tutte le mafie ci affidano: “Pensiamo che la memoria non debba essere uccisa dal tempo. Abbiamo il convincimento che attraverso il nostro impegno possiamo dare un valore aggiunto al sacrificio dei nostri cari ma soprattutto offriamo un contributo a costruire una società alternativa. Attraverso la nostra testimonianza trasmettiamo i loro valori, il loro esempio, il loro essere eroi con il loro comportamento “normale”. Fin dai primi passi del suo cammino associativo, Libera ha sempre avuto al suo fianco i familiari delle vittime delle mafie. In loro ha trovato la forza per una denuncia e una proposta coerenti tra loro; in loro ha riconosciuto e apprezzato lo straordinario valore di un dolore privato che ha saputo trasformarsi in impegno pubblico.
È per questo che ogni anno, il 21 marzo, in coincidenza con il primo giorno di primavera, Libera si ritrova con la sua rete di associazioni, scuole e cittadini per celebrare la memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie e per ribadire l’impegno quotidiano nella realizzazione di percorsi di legalità democratica e partecipazione civile.
Il cuore della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” è un grande corteo per le vie della città, durante il quale si tiene la lettura pubblica dei nomi di coloro che sono caduti per mano mafiosa, sia di coloro che sono stati uccisi perché si contrapponevano ai criminali per ragioni professionali (magistrati, esponenti delle forze dell’ordine e delle istituzioni), sia di quanti non si sono piegati al quieto vivere e hanno svolto il loro ruolo fino in fondo (giornalisti, imprenditori, sindacalisti, sacerdoti e tanti altri), ma anche di chi si è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato ed è stato spazzato via dalla cieca violenza dei criminali.









